venerdì 17 dicembre 2010

Libertà di informazione in rete

Libertà di informazione in rete: "
Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.

L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata.

Muovendo da tali premesse riteniamo importante che la blogosfera e la Rete italiana partecipino alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di informazione, sottolineando che esiste una “questione informazione in Rete” che non può e non deve passare inosservata perché se la libertà della stampa concerne il presente quella della blogosfera riguarda, oltre il presente, il futuro prossimo di ciascuno di noi.

L’auspicio è pertanto che quanti hanno a cuore le sorti dell’informazione in Rete, il 3 ottobre aderiscano alla manifestazione chiedendo alla politica che, in futuro, ogni iniziativa governativa o legislativa si ispiri a questi elementari principi di libertà e democrazia che costituiscono la versione moderna dell’art. 11 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino. La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi per l'uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, pubblicare in Rete liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.

Nessun sito internet può formare oggetto di sequestro o di altro provvedimento che ne limiti o impedisca l’acceso se non in forza di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un giusto processo.

L’attività di informazione on-line di tipo non professionistico e non gestita in forma imprenditoriale è libera ed il suo svolgimento non può essere soggetto ad alcun genere di registrazione o altro adempimento burocratico.

La disciplina sulla stampa e quella sull’editoria non si applicano alle attività di informazione on-line svolte in forma non professionistica ed imprenditoriale. Nessuno deve venir molestato per le sue opinioni, fossero anche sediziose, purché la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla legge.

PRIMI FIRMATARI

Guido Scorza – Istituto per le politiche dell’innovazione (guidoscorza.it)
Enzo Di Frenna - enzodifrennablog.it (giornalista)
Vittorio Zambardino – Scene digitali (La Repubblica)
Alessandro Gilioli – Piovono rane (L’Espresso)

Ci siamo anche noi. Per aderire, clicca su http://www.firmiamo.it/lalibertadiinformazioneinrete
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L'italiano non è l'italiano

L'italiano non è l'italiano: "



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venerdì 26 novembre 2010

STALIN A LIVORNO E "L'ANOMALIA TROTZKYSTA"

Attraversando alcune strade di vecchi e noti luoghi dell'amena e transitoria panoramica livornese,la trucida e becera ignoranza di una societa insana ed asservita al comunismo totalitario e macellaio conferma la sua ignobile presenza nei vecchi volti di militanti delle fogne che purtroppo ancora oggi si ostinano a puntellare con i suoi malefici simboli le "sedi del p.d" e i suoi quartieri piu strumentalizzati e quindi poveri

martedì 16 marzo 2010

CORRADO LUSCHI UNA VITA RIDONDANT/DE

Altro che fronte popolare vincente.Il mese precedente la Democrazia Cristiana,fiancheggiata validamente dal clero,dai miracoli delle Madonne che muovevano gli occhi,da una propaganda fatta a base di cosacchi bivaccanti in San Pietro,con la promessa degli sfilatini fatti con grano Americano,ce le aveva suonate di brutto e Togliatti non era riuscito a cacciare dal governo il cancelliere austriaco Alcide Von De Gasperi.Il popolo di sinistra non intono il fatidico canto:"Caro De Gasperi e ora basta-abbiamo vinto senza la pasta"la quale pasta vedi sfilatini,aveva arcivinto.Ero agit-prop a Livorno e la mia federazione mi aveva distaccato,in qualità di segretario,al Fronte Popolare.Eravamo certi di vincere,ma che dico, di stravincere tanto che i manifesti affissi nelle ultime giornate precedenti quelle del voto avvertivano che per il governo Saragat-DeGasperi non c'era ormai più niente da fare e che sarebbe stato bene si preparasse le valigie.Il Fronte Popolare aveva immesso nelle sue fila,oltre ai socialisti,grossi personaggi indipendenti che gli avversari chiamavano"utili idioti".Nella nostra circoscrizione elettorale e cioè la Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara,portavamo in lista un giovane inviatoci da Roma e che si chiamava Antonio Pietrangeli di professione uomo di cinema.QUESTE PAROLE SONO TRASCRITTE DAL LIBRO"I NIPOTINI DI STALIN" IN ONORE DI CORRADO MIO TENERO AMICO.

giovedì 7 gennaio 2010

Livorno in retelettronica

Anche per oggi non si vola nonostante le sfavorevoli condizioni del lunghissimo perimetro che delimita l'opera astrusa di uno sviluppo socioeconomico sordo alla cronologia storica.Le solite velleitarie giustificazioni di pochi inetti accaparratori i quali drenano le risorse comuni generando l'empasse che il globo subisce.Livorno non  e' esente anzi contagiata nei luoghi vitali della sua economia sopperisce alla conseguente miseria con l'indifferenza del diniego ironico allo sviluppo ed alle sue prolifiche mete.La gestione di retelettronica viene degradata e resa inefficiente dai suoi principali detrattori mascherati da servizio dello stato.I quali si annidano come sciacalli nelle istituzioni.